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Partenza: La Rochelle

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CHI SONO

Sono Andrea Fanfani, quando non sono in mare faccio il consulente del lavoro a Milano.

Un quadro con diverse tipologie di barche davanti alla scrivania in ufficio, mi permette di evadere con la mente e stare in mezzo al mare ogni giorno. Così, sopporto la routine e gli impegni, navigando come mi piace fare da 43 anni, da quando ho imparato a navigare sulla barca di famiglia.

Come la Longue Route, anch’io ho compiuto recentemente 50 anni, quindi non c’è un festeggiamento migliore che quello di realizzare uno dei miei sogni più grandi! Una avventura ricca di motivazioni forti, che preparo ed affronto con entusiasmo perché “nel momento in cui si è soddisfatti e non si hanno più aspirazioni che si comincia a morire. La vita è movimento, la vita è sforzo; è andare avanti, salire verso rivelazioni e realizzazioni future. Non c’è nulla di più pericoloso del desiderio di riposare”. 

tatì

Mi accompagnerà in questa avventura Tatì, un Marchi 47, progettata dall’architetto italiano Carlo Sciarrelli e costruita nel 1976 a Campalto di Mestre presso l’omonimo cantiere.

La barca ha il guscio in vetroresina mentre tutto il resto è in teak: ha una coperta formidabile e stupenda. Completamente flush-deck e con una linea che è stata ripresa anche dai progettisti moderni.

E’ abbastanza bassa di bordo e piuttosto stretta: solo 4 metri al baglio massimo per più di 14 metri di lunghezza. Decisamente stretta per gli standard attuali. Ed è decisamente pesante – circa 17 tonnellate – ma sono contento così considerando quello che vado a fare.

Penso che sia bellissima soprattutto nella sua vista laterale che evidenzia quella che in gergo si chiama “cavallino”. Cioè ha il naso (la prua) un po’ all’insù: scelta progettuale felice perché oltre all’eleganza indiscutibile, non consente alle onde di frangere a bordo verso poppa, così da navigare il più asciutti possibile anche con mare formato. Ho sempre apprezzato questa caratteristica e credo che in oceano sarà fondamentale!

E’ stata progettata e costruita principalmente per la navigazione in sicurezza. A parte il peso di cui ho già detto sono impressionanti gli spessori degli elementi strutturali (chiglia, skeg, “fasciame”, paratie interne, ecc.) che la costituiscono.

E a vela va molto bene: certo non è una barca per le “ariette” ma per venti medi e forti… Ma va bene così: se incontrerò le ariette, vorrà dire che leggerò un libro aspettando che rinforzi!

LONGUE ROUTE 2018

Questa è un’occasione unica che capita nel momento più “giusto” della mia vita. Grave peccato lasciarla scappare!

Penso che il fatto stesso – una vera combinazione – di esserne venuto a conoscenza per caso e con grandissimo anticipo dalla partenza non sia un caso. In un altro “mondo” che frequento, tra i mille altri c’è un proverbio che cito spesso e che penso sia significativo anche in questo caso: “E’ quando l’allievo è pronto che il maestro appare!”.

Questa esperienza sarà ricchissima di insegnamenti; mi verranno insegnate infinite cose che ho voglia di imparare. E tutto in una dimensione che consentirà di fare vera esperienza: questi insegnamenti saranno anche messi subito in pratica. Tutto nel massimo rispetto del mare, della paura, della solitudine. E infine della barca con la quale diventerò tutt’uno e che sicuramente mi riporterà a casa!

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