(…ma di più: ACCOGLIENZA & SOLIDARIETA’ DEL MARE)

Lasciata Peniche (di cui non c’è molto da scrivere: porto e paese peschereccio di cui pubblicherò alcune foto) ho continuato la risalita della costa del Portogallo fino a riprendere quella spagnola, nella regione della Galizia. E’ stato sorprendente vedere come la forma della linea di terra cambi continuamente ed in maniera così repentina nel volgere di poche decine di miglia: si passa da una costa sabbiosa e prevalentemente dritta, non molto affascinante all’occhio del crocierista ma comunque nuova per me ad una decisamente più movimentata con il ritorno di belle colline con alle spalle splendide montagne a far da cornice. E sono ritornati gli alberi ad alto fusto conifere ed altri che non riconosco da lontano, ma che ridonano una magnifica visione di sana vegetazione dopo le riarse coste meridionali.

Molto belle ed interessanti poi le caratteristiche orografiche della costa che presenta frequenti rientranze, quasi dei piccoli fiordi, chiamati “ria”, in fondo ai quali si aprono baie strepitose e super protette: ad esempio Baiona è una di queste e vi ho trascorso una nottata con la barca talmente immobile che sembrava di essere sull’invaso in cantiere! La navigazione procede faticosamente a causa del costante vento contrario: due giorni fa ho percorso poco più di 50 miglia da Baiona a Finisterre effettuando innumerevoli bordi con 20/25 nodi di apparente stringendo 35°. Mi è servito comunque per capire come ottimizzare un’attrezzatura che mantenesse grande potenza e velocità alla barca (facevo spesso più di 7 nodi! Che stringendo così tanto vi assicuro non son pochi), conservando la randa intera, molto piatta lavorando bene con il carrello della scotta, trinchetta e fiocco piccolo, ingarrocciato sul nuovo strallo di prua. Circa 70 metri di tela a riva e andavo davvero forte senza imbarcare troppe ondate se non nei bordi al largo, per via dell’incidenza diversa delle onde sulla murata di dritta.

Bene: il periodo di sopra forse un po’ di amici lo capiranno poco risultando un pò oscuro e me ne scuso…. Però se durante e alla fine del mio viaggio qualcuno avrà avuto tempo e voglia di andarsi a tradurre (quindi avvicinandosi) il nostro oscuro gergo tecnico, anche questo lo considererò un successo! Ieri sera verso le 22,00 sono approdato a A Coruna (noi diciamo sempre La Coruna, ma ho scoperto che è sbagliato…) dopo una bella nottata passata in rada davanti al porticciolo di Finisterre.

Avevo già intenzione di fermarmi prima della lunga traversata del Golfo di Biscaglia, che finalmente mi porterà sulla linea di partenza della Longue Route. Ma inaspettatatamente e con grandissimo piacere mi chiama Patrick Phelipon verso le 19,00 (vedi l’intervista durante il Velafestival sul mio blog), come se se lo sentisse dove fossi per prepararmi un arrivo in grande stile e con tutti gli onori.
Qui è infatti fermo da circa un mese anche un altro protagonista delle scorribande solitarie del 2018 (e romantiche, come le ha definite sempre il GdV) presente anche lui in quell’intervista: Ivan Dimov con la sua Minnie, che al termine dell’impresa sarà il navigatore che avrà fatto il giro del mondo in solitario e senza scalo, con la barca più piccola di sempre!

Dunque ci siamo sentiti e quando mi sono presentato all’ingresso del porto Marina Real, ho trovato un drappello di cinque persone che in 30 secondi mi hanno ormeggiato sul finger! Subito dopo cena magnifica con il polipo alla Gallega e i pimientos dolci e passeggiata notturna lungo le vie di una delle più belle (e pulite!) città che abbia mai visto! Vi assicuro: pare che tutte (!) le strade della città siano lavate con acqua tutte (!) le sere. Incredibile!

E anche nelle acque del porto – dove le due marina turistiche sono ospitate all’interno di un enorme bacino industriale – c’è una varietà di vita davvero inusuale: varie specie di pesci (non i soliti ed immancabili ed immangiabili cefaloni di porto), anemoni di mare sulle pareti e sui pontili, stelle marine…. Segno di una qualità dell’acqua decisamente molto alta! E non c’è nessun odore. Lo ripeto: incredibile!

Lo stesso drappello d’onore infine, poco fa, al semplice accenno che avrei dovuto andare in testa d’albero a riposizionale il martelletto della sartia volante di destra che si era sganciato durante la bolina dell’altro giorno, si è presentato in tre minuti a bordo e in meno di dieci minuti era tutto finito. Mi hanno issato col bansigo con poderose bracciate sul winch della randa da parte di uno del gruppo che non sfigurerebbe come tailer su barche ben più blasonate della mia. Davvero senza parole per la cortesia, la disponibilità…e la forza dimostrate da questi ragazzi di poco più di vent’anni!

E poi l’ultima sorpresa: mi reco per le pratiche di check-in in capitaneria, e dopo le formalità di rito il Comandante del porto…mi stringe la mano, mi saluta e mi ringrazia della visita. Senza chiedermi un soldo e dicendomi di ringraziare Ivan per l’organizzazione della mia visita! Parto tra un paio d’ore, dopo aver senz’altro offerto il pranzo ad Ivan, ringraziandolo infinitamente e con la sensazione di far parte di una nuova comunità